lunedì 21 maggio 2012

Fase due: dopo la spremitura, la colpevolizzazione.

Prima ci hanno spremuti come limoni. Gli italiani hanno comprato auto tedesche fino ad arrivare a quasi un milione l'anno e hanno abbandonato le proprie. Si sono indebitati, hanno pagato l'unificazione ai cari tedeschi. Si sono fatti drenare via in pochi anni quasi cinquecento miliardi di euro nelle banche private che hanno in mano l'Europa. Si sono fatti rubare Lamborghini, Ducati, Giugiaro et cetera perchè l'Italia non ha imparato la lezione Seat, creata dagli italiani per gli spagnoli, rubata dai tedeschi. E adesso vengono giustamente ripagati per tale stupidità. Ben ci sta.

Recita l'ottimo Spiegel: "L'Italia truccò i conti per entrare nell'euro ma Kohl ignorò gli avvertimenti".
L'articolo è citato dal Sole 24 Ore qui.
 
Capito? Loro hanno fatto di tutto perchè non restassimo fuori (diversamente non avrebbero fatto i comodo loro con le esportazioni) e ora che abbiamo finito i soldi e che stiamo smettendo di comprare le loro fantastiche auto (Primo Quadrimestre 2012 : VW -15,3%, Opel -31,0%, Audi -21,0%, BMW - 17,1%, Mercedes - 14,5% Fonti: Carsitaly - UNRAE) ce ne addossano pure la colpa. Anzi, la scaricano sul vecchio Kohl. Perchè oggi non conta più e perchè ha già puntato il dito più volte sulle oscene politiche della Merkel.


I soliti capri espiatori degli errori altrui. Poco male, dall'euro si era già capito che dovevamo uscire, questa è solo una motivazione in più per farlo prima possibile.

2 commenti:

  1. Non capisco perché se gli italiani comprano un sacco di prodotti tedeschi la colpa sia dei secondi.
    Qualche tedesco ha seguito con una pistola puntata alla tempia i potenziali acquirenti fino alla concessionaria?
    L'ha ordinato il medico?
    Allora...
    O postuliamo che le persone sono completamente rincitrullite e in mano alle mode consumistiche (e allora bisognerebbe chiedersi come possa vivere un paese, un mondo popolato da tali squilibrati (infatti!), ci si deve chiedere se essi possano avere delle respons-abilità, se possano votare etc.) e allora potrebbe essere che i tedeschi abbiano la colpa di aver raggirato degli incapaci.
    Oppure ci si può chiedere come questa apoteosi del consumismo disetico sia un problema generale e che quidi le compulsioni comsumistiche siano un problema. Ma quando gli USA hanno comprato a man bassa con la loro carta (perché i dollari sono solo della carta) i prodotti italiani, allora ci andava bene?

    Mettere fuori il centro della tua vita e attenzione, il centro della tua strategia, delegare compiti, trasferire respons-abilità, mettere all'esterno le colpe sono segni di scarso radicamento.
    E' proprio il pensare alla Teteschia invece che ad una nostra linea che è IL problema.
    Pensi là, acquisti da là, poi dici che la colpa è là.

    I tedeschi chiaramente ne hanno ampiamente beneficiato. Ma la loro politica di crescita dell'export è destinata a finire anch'essa quando le risorse inizieranno a scarseggiare. Non so come possano andare gli affari per coloro che vendono a dei dipendenti consumistico-complusivi sul medio lungo termine.

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  2. Infatti ho detto che la colpa è nostra. Però non mi va giù per nulla che loro (visto che Kohl è comunque tedesco) abbiano truccato per farci entrare nell'euro per impedirci una concorrenza sui costi (o, se preferisci, lasciarci per un po' più potere d'acquisto), cosa che è sotto gli occhi di tutti.

    Due torti non fanno una ragione. Resta il fatto però che siamo italiani, e di solito non tifo per la squadra avversaria tanto più se questa gioca slealmente. La si deve ripagare con la stessa moneta.
    E' anche ora di finirla di auto-colpevolizzarci: questo eterno piagnisteo non risolve nulla. Bisogna reagire, e si reagisce comprando il prodotto nazionale, tutto qui.

    Chiaramente anche loro pagheranno con il crollo dell'export, mica dico il contrario, il punto è un altro, tirarsi fuori prima che sia troppo tardi.

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