mercoledì 24 giugno 2015

La mission della coop "29 giugno"

Sul sito della cooperativa 29 giugno si legge , all'inizio della loro "mission":

"Promuovere diritti di cittadinanza, vantaggi per i soci, benefici sotto forma di produzione di ricchezza ed integrazione sociale."

Quindi, lo dicevano pure, "vantaggi per i soci, benefici sotto forma di produzione di ricchezza". In fondo erano sinceri: 35 euro a "migrante".



Come non capire, quindi,  il buon amico del PD Salvatore Buzzi, il ras della coop rossa 29 giugno, quando diceva per telefono ad una sua collaboratrice:

“Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.

Insomma PD-'ndrangheta, 1 -0.

martedì 23 giugno 2015

Il Partito dei Delinquenti colpisce ancora.

La lista si rinnova ogni giorno: le tessere PD in regalo all'EXPO comprando il biglietto ("regalo" si fa per dire perchè paghiamo noi), gli affari mafiosi del PD con il burattinaio Buzzi, con le solite coop che facevano affari d'oro con gli immigrati (35 euro al giorno a cranio per sfamari e farli dormire): ecco perchè i sinistri sono fan dell'immigrazione: ci fanno i soldi. Potrei farlo persino io: ho una stanza libera, compro 3 letti a castello e ci metto dentro 6 negri a dormire. Chiamo una ragazza rumena per fare pulizie e da mangiare e le dò 40 euro al giorno (esagerando). Ai sei tizi lascio in tasca 2 euro e mezzo a testa. Per farli mangiare e bere spendo 30 euro al giorno al discount (sempre esagerando). 85 euro di spesa contando la rumena. Mi restano in tasca 125 euro. Al giorno. capito i sinistri?

Poi si arriva ai disastri internazionali del governo PD, che ha messo una Federica Mogherini a rappresentare (o meglio a NON rappresentare) i nostri affari all'estero. Praticamente nessuno si è accorto di lei. Fosse stata di FI o della Lega avrebbero detto che era in quel posto per meriti di letto (in realtà i comunisti sono più sboccati ma noi siamo superiori), In realtà TUTTE le sinistroidi storiche hanno raggiunto posizioni di potere per meriti di letto, da Nilde Iotti in poi. A parte Rosy Bindi ovviamente, la più bella che intelligente.

Capitolo a parte per l'impresentabile Boldrini,non perchè non sia del PD, ma perchè è stata messa lì da uno come Vendola, il che la dice lunga. Per celebrare il personaggio basterebbe ricordarsi le spese alberghiere personali pagate dallo stato, o la delirante battaglia del femminicidio, che discrimina gli assassinati tra A (le donne) e B (gli uomini), quando in italia vengono assassinati 6 uomini per ogni donna e l'Italia è tra i paesi con la percentuale più bassa di omicidi di donne. O ancora la devastante ignoranza sul problema immigrazione, ignorata anche dal resto del governo Renzi, coi risultati che si vedono. L'operazione Mare Nostrum e la sua pubblicizzazione è stato uno dei più grandi atti criminali di questo governo, perchè ha aumentato a dismisura il flusso di immigrati in mare e le relative morti in mare.

Poi, scorrendo tra le centinaia di insuccessi dello sgoverno Renzi (aumento della spesa pubblica, aumento della pressione fiscale, aumento della disoccupazione, INPS in rosso) c'è oggi una nuova perla: Adriano Sofri, terrorista di lotta Continua e mandante dell'omicidio del commissario Calabresi scelto dal ministro della giustizia (il pidista Andrea Orlando) come esperto per riformare il sistema penitenziario.

La prossima volta bandi per i vigili del fuoco aperti ai soli piromani?

lunedì 30 marzo 2015

Rossi di vergogna

E dopo le Coop rosse che pagavano in nero (sembra una barzelletta), gli accordi di Bassolino con la camorra, i disatsri di Vendola tra sanità e Ilva, le infiltrazioni di ndrangheta nel PD in Lombardia, lo scandalo delle false tessere PD, e un migliaio di altre cose che non ricordo, adesso viene tirato in ballo anche il burattinaio D'Alema, fornitore ufficiale di vini (suoi) e libri (suoi)  alle cooperative rosse di Ischia, il cui sindaco PD tra l'altro è stato arrestato per tangenti.

Mancava solo la ciliegina sulla torta, cioè che che Landini dicesse la verità, ovvero che Berlusconi al governo aveva fatto meglio di Renzi (sai che scoperta). E questo, puntualmente, si è verificato.

Nel partito dei delinquenti è iniziato il regolamento di conti tra delinquenti...

martedì 17 marzo 2015

Giustizialisti al pomodoro

Sette anni volevano dargli. Ma Berlusconi era innocente. nel frattempo gli hanno fatto cadere il governo, hanno dimezzato Forza Italia e quel che è peggio, hanno distrutto l'Italia. Niente, non c'è stata la famosa prostituzione minorile (anche perchè mi sarebbe piaciuto vedere chi avrebbe potuto dare a Ruby meno di 25 anni, altro che 17), nè la concussione (d'altronde se non c'era nessun concusso, non c'era concussione). Aria fritta, come quasi tutte le alttre volte. Risicano i sinistrati e risicano i soliti invidiosi che vedono dappertutto potenti da abbattere (se non sono di sinistra).

Ora il punto è: come pagneranno i magistrati che hanno montato una causa sul nulla? Urge una legge che faccia passare ai magistrati la voglia di inquisire la gente solo sulla base delle loro simpatie politiche. E urge anche un'altra legge che sciolga quell'aborto che risponde al nome di Magistratura Democratica. Nel frattempo, che si mandino in pensione la perniciosa Boccassini e il suo degno compare Bruti Liberati. Consumano soldi, i miei soldi, ed è ora che la smettano. Consumano anche il mio ossigeno, ma per quello c'è sempre la speranza di un rapido intervento divino.

venerdì 5 dicembre 2014

Benaltrismi

"Il Comune di Roma è assolutamente al di fuori di queste tematiche, soltanto alcuni sono coinvolti. Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro".  Piero Grasso, Presidente del Senato, senatore PD.

Come dire: due pese e due misure, soprattutto nel partito da quasi vent'anni riferimento per le mafie.


sabato 19 luglio 2014

Essere Berlusconi non è reato.

L'assoluzione completa in appello di Berlusconi dalle due accuse del cosiddetto processo "Ruby" non cambia di una virgola il mio pessimismo nei confronti della magistratura italiana. Non tanto perchè si passi da una condanna a sette anni ad una assoluzione piena come se si trattasse di nocciole, ma per dichiarazioni come quella che segue, del magistrato Piero Tony. Questo paese è malato. 

"Ha subito tutti quei processi solo perché è sceso in campo"

Il processo. Le intercettazioni. I giornali. Il circo mediatico. Si comincia da qui, e Piero Tony, il protagonista di questa storia, lo dice tutto di un fiato: «(...)«Il processo non è più un semplice processo ma è una gogna, a volte una vergogna, e chi ha coscienza del suo lavoro sa come funziona, sa i giochi che si fanno con gli imputati e sa come si usano le intercettazioni, le carte, gli spifferi, le indagini, gli arresti. Beh, io dico no. E lo dico da sinistra. Lo dico da militante di una corrente di sinistra. Lo dico dopo aver girato mezza Italia. E lo dico dopo trent'anni di carriera. La giustizia, purtroppo, in Italia non sempre funziona come dovrebbe funzionare. Sarebbe bello, sarebbe un sogno, dire che è solo un problema di riforme, di scelte del governo, di leggi fatte e di leggi non fatte. C'è anche quello, sì, ma il problema è nostro, prima di tutto, e fino a quando non cambieremo noi non sarà possibile cambiare nulla».
 

(...) «La verità è questa: è dagli anni Settanta che i magistrati vivono con il cautelare, lo usano in modo discrezionale, con molti eccessi, e lo usano come se fosse un modo per determinare la certezza della pena. Il ragionamento è logico: non so come andrà a finire questo processo ma per far sì che il mio indagato possa avere una punizione intanto lo metto dentro. Non è sempre così, ovvio, ma la storia ci insegna che questo metodo è andato a peggiorare nel corso del tempo con l'affermazione di quello che potrei definire senza problemi il processo mediatico. E oggi, quando si parla di processo passato in giudicato, si intende sostanzialmente questo: una misura cautelare amplificata dal processo portato avanti dalla stampa. Il giudicato, anche grazie al fatto che ci sono spesso magistrati che portano avanti processi che sanno già in partenza che cadranno in prescrizione, coincide ormai con la pena generata dalla gogna mediatica. Ed essendo diventato il processo mediatico una costola del processo tradizionale è ovvio che esistano molti magistrati che giocano spesso con gli amici giornalisti per amplificare gli effetti generati dal processo».
 

(...) «Troppo spesso si va avanti a forza di gomitate, di forzature, e spesso succede che un magistrato si innamori così tanto del suo teorema da non voler accorgersi di tutti gli elementi che quel teorema lo contraddicono. E da questo punto di vista le intercettazioni, il modo in cui sono state utilizzate in questi anni, il modo in cui sono diventate un ingrediente importante del processo mediatico, hanno svolto un ruolo chiave nel rafforzare i teoremi dei magistrati, facendogli perdere qualche volta contatto con la realtà».
 

(...) «L'eccessiva disinvoltura con cui vengono inserite le intercettazioni nei fascicoli è spesso l'indice di una difficoltà con cui gli inquirenti gestiscono un'indagine. (...) È il metodo copia-incolla. Tu ricevi dodicimila pagine di intercettazioni, le inserisci nella richiesta di custodia cautelare, poi te le ritrovi nell'ordinanza del gip e anche se alcune intercettazioni non hanno alcun rilievo penale hai la certezza che grazie al metodo copia-incolla rimarrà tutto lì. A ingrossare il fascicolo e a regalare qualche ottimo bignè ai giornalisti».
 

(...) «Penso anche a strumenti e a tipologie di reati discutibili come per esempio il concorso esterno (tipologia di reato che non esiste nella legge, che è di fatto una creazione giurisprudenziale, che è stata più volte contestata dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione, e che da trent'anni avrebbe bisogno quantomeno di un intervento legislativo». (...) «L'obbligatorietà dell'azione penale è diventata una favola. E purtroppo, quando un magistrato è politicizzato, può utilizzare questo strumento anche in maniera anomala. Discutibile, diciamo». (...) «È una tautologia dire che la magistratura sia politicizzata. Non si tratta di un'opinione ma si tratta di un dato di fatto. Esistono le correnti. Esistono i magistrati che professano in tutti i modi il loro credo politico. Esistono grandi istituzioni, come il Csm, dove si fa carriera soprattutto per meriti politici. (...) Viene quasi da sorridere. Per quale ragione un magistrato non può essere iscritto a un partito e può invece far parte di un prodotto del pantografo, ovvero di una corrente, che di fatto è configurata come un partito? Perché ci prendiamo in giro così?» (...) «Posso dire senza paura di essere smentito che se Berlusconi non fosse entrato in politica non avrebbe ricevuto tutte le attenzioni giudiziarie che ha ricevuto. E anche sul processo Ruby, che in linea teorica dovrebbe essere un ordinario processo di concussione e prostituzione minorile, è evidente che l'ex presidente del Consiglio ha avuto un trattamento speciale». 

(...) «Il caso vuole che a Prato, proprio a Prato, uno dei vice di Piero Tony sia Antonio Sangermano, pubblico ministero che ha fatto a lungo parte del pool di magistrati che hanno seguito da Milano il caso Ruby. E proprio su Sangermano, a Prato, i cronisti di cronaca giudiziaria raccontano un episodio clamoroso. L'episodio riguarda una richiesta particolare arrivata dal Csm e dalla procura di Milano (da Bruti Liberati) per far sì che il dottor Sangermano, nonostante la sua nuova collocazione a Prato, potesse essere ancora utilizzato dalla procura di Milano per seguire il caso Ruby. In giuridichese: «Applicazione extradistrettuale alla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano».
Era il dicembre 2011. Il procuratore capo di Prato conferma che quella storia è vera e che quel giorno rispose così: «Gentile procuratore generale. Mi consenta di rilevare che l'impegno del dottor Sangermano nel ?delicato processo a Milano? non appare nemmeno paragonabile all'impegno quotidiano dei magistrati di questo ufficio anche a voler considerare tutto quanto si è appreso dai mass-media e si è commentato nelle sedi le più varie. Al di là del possibile riverbero politico ? che non compete alla magistratura ? e giudiziario sulla persona dell'ex presidente del Consiglio dei ministri pare trattarsi, invero, di mere violazioni alla Legge Merlin da parte di sole tre persone, violazioni in quanto tali di non eccezionale gravità e peso in relazione sia alle pene edittali sia alle aspettative delle parti lese sia alle esigenze dell'istruttoria dibattimentale così come prevedibile».