venerdì 5 dicembre 2014

Benaltrismi

"Il Comune di Roma è assolutamente al di fuori di queste tematiche, soltanto alcuni sono coinvolti. Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro".  Piero Grasso, Presidente del Senato, senatore PD.

Come dire: due pese e due misure, soprattutto nel partito da quasi vent'anni riferimento per le mafie.


sabato 19 luglio 2014

Essere Berlusconi non è reato.

L'assoluzione completa in appello di Berlusconi dalle due accuse del cosiddetto processo "Ruby" non cambia di una virgola il mio pessimismo nei confronti della magistratura italiana. Non tanto perchè si passi da una condanna a sette anni ad una assoluzione piena come se si trattasse di nocciole, ma per dichiarazioni come quella che segue, del magistrato Piero Tony. Questo paese è malato. 

"Ha subito tutti quei processi solo perché è sceso in campo"

Il processo. Le intercettazioni. I giornali. Il circo mediatico. Si comincia da qui, e Piero Tony, il protagonista di questa storia, lo dice tutto di un fiato: «(...)«Il processo non è più un semplice processo ma è una gogna, a volte una vergogna, e chi ha coscienza del suo lavoro sa come funziona, sa i giochi che si fanno con gli imputati e sa come si usano le intercettazioni, le carte, gli spifferi, le indagini, gli arresti. Beh, io dico no. E lo dico da sinistra. Lo dico da militante di una corrente di sinistra. Lo dico dopo aver girato mezza Italia. E lo dico dopo trent'anni di carriera. La giustizia, purtroppo, in Italia non sempre funziona come dovrebbe funzionare. Sarebbe bello, sarebbe un sogno, dire che è solo un problema di riforme, di scelte del governo, di leggi fatte e di leggi non fatte. C'è anche quello, sì, ma il problema è nostro, prima di tutto, e fino a quando non cambieremo noi non sarà possibile cambiare nulla».
 

(...) «La verità è questa: è dagli anni Settanta che i magistrati vivono con il cautelare, lo usano in modo discrezionale, con molti eccessi, e lo usano come se fosse un modo per determinare la certezza della pena. Il ragionamento è logico: non so come andrà a finire questo processo ma per far sì che il mio indagato possa avere una punizione intanto lo metto dentro. Non è sempre così, ovvio, ma la storia ci insegna che questo metodo è andato a peggiorare nel corso del tempo con l'affermazione di quello che potrei definire senza problemi il processo mediatico. E oggi, quando si parla di processo passato in giudicato, si intende sostanzialmente questo: una misura cautelare amplificata dal processo portato avanti dalla stampa. Il giudicato, anche grazie al fatto che ci sono spesso magistrati che portano avanti processi che sanno già in partenza che cadranno in prescrizione, coincide ormai con la pena generata dalla gogna mediatica. Ed essendo diventato il processo mediatico una costola del processo tradizionale è ovvio che esistano molti magistrati che giocano spesso con gli amici giornalisti per amplificare gli effetti generati dal processo».
 

(...) «Troppo spesso si va avanti a forza di gomitate, di forzature, e spesso succede che un magistrato si innamori così tanto del suo teorema da non voler accorgersi di tutti gli elementi che quel teorema lo contraddicono. E da questo punto di vista le intercettazioni, il modo in cui sono state utilizzate in questi anni, il modo in cui sono diventate un ingrediente importante del processo mediatico, hanno svolto un ruolo chiave nel rafforzare i teoremi dei magistrati, facendogli perdere qualche volta contatto con la realtà».
 

(...) «L'eccessiva disinvoltura con cui vengono inserite le intercettazioni nei fascicoli è spesso l'indice di una difficoltà con cui gli inquirenti gestiscono un'indagine. (...) È il metodo copia-incolla. Tu ricevi dodicimila pagine di intercettazioni, le inserisci nella richiesta di custodia cautelare, poi te le ritrovi nell'ordinanza del gip e anche se alcune intercettazioni non hanno alcun rilievo penale hai la certezza che grazie al metodo copia-incolla rimarrà tutto lì. A ingrossare il fascicolo e a regalare qualche ottimo bignè ai giornalisti».
 

(...) «Penso anche a strumenti e a tipologie di reati discutibili come per esempio il concorso esterno (tipologia di reato che non esiste nella legge, che è di fatto una creazione giurisprudenziale, che è stata più volte contestata dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione, e che da trent'anni avrebbe bisogno quantomeno di un intervento legislativo». (...) «L'obbligatorietà dell'azione penale è diventata una favola. E purtroppo, quando un magistrato è politicizzato, può utilizzare questo strumento anche in maniera anomala. Discutibile, diciamo». (...) «È una tautologia dire che la magistratura sia politicizzata. Non si tratta di un'opinione ma si tratta di un dato di fatto. Esistono le correnti. Esistono i magistrati che professano in tutti i modi il loro credo politico. Esistono grandi istituzioni, come il Csm, dove si fa carriera soprattutto per meriti politici. (...) Viene quasi da sorridere. Per quale ragione un magistrato non può essere iscritto a un partito e può invece far parte di un prodotto del pantografo, ovvero di una corrente, che di fatto è configurata come un partito? Perché ci prendiamo in giro così?» (...) «Posso dire senza paura di essere smentito che se Berlusconi non fosse entrato in politica non avrebbe ricevuto tutte le attenzioni giudiziarie che ha ricevuto. E anche sul processo Ruby, che in linea teorica dovrebbe essere un ordinario processo di concussione e prostituzione minorile, è evidente che l'ex presidente del Consiglio ha avuto un trattamento speciale». 

(...) «Il caso vuole che a Prato, proprio a Prato, uno dei vice di Piero Tony sia Antonio Sangermano, pubblico ministero che ha fatto a lungo parte del pool di magistrati che hanno seguito da Milano il caso Ruby. E proprio su Sangermano, a Prato, i cronisti di cronaca giudiziaria raccontano un episodio clamoroso. L'episodio riguarda una richiesta particolare arrivata dal Csm e dalla procura di Milano (da Bruti Liberati) per far sì che il dottor Sangermano, nonostante la sua nuova collocazione a Prato, potesse essere ancora utilizzato dalla procura di Milano per seguire il caso Ruby. In giuridichese: «Applicazione extradistrettuale alla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano».
Era il dicembre 2011. Il procuratore capo di Prato conferma che quella storia è vera e che quel giorno rispose così: «Gentile procuratore generale. Mi consenta di rilevare che l'impegno del dottor Sangermano nel ?delicato processo a Milano? non appare nemmeno paragonabile all'impegno quotidiano dei magistrati di questo ufficio anche a voler considerare tutto quanto si è appreso dai mass-media e si è commentato nelle sedi le più varie. Al di là del possibile riverbero politico ? che non compete alla magistratura ? e giudiziario sulla persona dell'ex presidente del Consiglio dei ministri pare trattarsi, invero, di mere violazioni alla Legge Merlin da parte di sole tre persone, violazioni in quanto tali di non eccezionale gravità e peso in relazione sia alle pene edittali sia alle aspettative delle parti lese sia alle esigenze dell'istruttoria dibattimentale così come prevedibile».

mercoledì 11 giugno 2014

Frasi








Matteo Renzi, PD, Presidente del Consiglio: "Non sarò mai Presidente del Consiglio senza essere eletto dai cittadini".

mercoledì 4 giugno 2014

Frasi






Giuseppina Picierno, parlamentare PD: "Con 80 euro si fa la spesa per due settimane".

mercoledì 28 maggio 2014

Effetto Renzi

Non sono un fan di Renzi, ma gli va dato atto il risultato positivo alle elezioni, un secco 40,8 %. Si sapeva che FI era in difficoltà e che nelle elezioni a medio termine l'elettorato di FI vota meno, e quindi ci sono state poche sorprese in quel 16,8%. Nessuna sorpresa per quanto mi riguarda il M5S al 21,2% viste le infelici uscite di Grillo e le statistiche sulle intenzioni di voto prima delle elezioni. Direi anzi che la vittoria del PD è tutta qui: molti elettori di sinistra sono tornati all'ovile PD mentre molti elettori di destra hanno votato Renzi (lo stesso Berlusconi ne ha sempre parlato troppo positivemente e ne ha pagato il prezzo) forse anche spaventati da certe uscite di Grillo o, come dice qualcuno, per aiutare Renzi ad affossare quel che resta del vecchio PCI nel PD, cosa che ritengo molto difficile da attuare comunque.

Grave per quanto mi riguarda la vittoria di un personaggio come Chiamparino alla Regione Piemonte, visto che il politico PD è famoso per aver lasciato il Comune di Torino con un buco di due miliardi di euro. Il masochismo dei piemontesi purtroppo è noto, come pure la loro propensione per gli impresentabili politici PD. Amen.

Quello che personalmente mi sorprende e mi soddisfa è l'eccezionale risultato della Lega Nord che dimostra che l'Italia, pur in controtendenza con l'Europa dove le sinistre sono state sconfitte, inizia la sua battaglia contro l'euro tedesco. Data per morta, risorge al 6,2 % in elezioni in cui tradizionalmente prende poco. Fi ora ha una sola possibilità, come ha detto Salvini. Se vuole vincere deve iniziare la sua battaglia contro l'euro, uscire dal PPE e allearsi con IL FN di Marine Le Pen insieme alla Lega. Anche FdI, pur fermi al 3,7% raddoppiano i consensi per la loro posizione anti-euro. La lezione è che la destra, divisa in tre, perde. Da ricordare che hanno votato il 53% degli italiani,  e che l'astensione ha sempre danneggiato il centrodestra, per cui c'è margine di ripresa. L'unica soluzione però è quella di cambiare politica. Serve una moneta debole per esportare, o un euro completamente diverso, o il ritorno alle valute nazionali. L'euro-pupazzo Monti è scomparso, a dimostrazione che le cose stanno cambiando.

Il tempo corre e l'UE sta già perdendo pezzi: il vincitore britannico Nigel Farage fa sapere che porterà il Regno Unito fuori dall'Europa: sono segnali che il problema euro-Germania va risolto in fretta, prima di perdere non solo la moneta, ma interi paesi. Questi sono i risultati di chi si è fidato dell'incapacità tedesca.

mercoledì 14 maggio 2014

Golpe Giallo

Che nel 2011 Berlusconi fosse stato spinto dai poteri forti a dimettersi c'erano arrivati quasi tutti quelli cum grano salis. Che nell'affaire Berlusconi fosse coinvolto tutto il peggio che c'è in Europa, anche. Che sia ora di uscire da questa Europa è ormai evidente. Che sia troppo tardi purtroppo anche.

Il punto è che, a conti fatti, era meglio se restava lui. Dal 2011 le cose sono peggiorate, altro che spread. Più disoccupazione, più tasse, più imprese fuggite o fallite, più confusione politica. Una sola certezza: il popolo tesserato che si nutre alla mangiatoia PD, non farà mai mancare il voto al peggior partito di mafiosi che mai sia entrato in Parlamento. (E non penso al Sud, ma a Regioni del Centro in mano loro da settant'anni).

Essendo l'elettorato moderato completamente privo di speranza, votano soltanto i compagni e i grillini. Questi ultimi rappresentano gli incazzati e  in quanto tali, non possono combinare nulla di costruttivo eccetto che porre il problema, come è stato per tutti i partiti monotematici tipo verdi e leghisti, che hanno perso consensi ma hanno costretto i partiti a tener conto di ecologia e federalismo.

Il problema è che l'elettorato della mangiatoia PD è pernicioso perchè non è l'elettorato imprenditoriale ma è al 90% quello dipendente e pubblico, che non ha minimamente idea di quello che significhi continuare con la falsa scusa dell'evasione fiscale causa di tutti i mali e con l'aumento costante e continuo di tasse a carico dell'apparato produttivo del Paese come falsa medicina.

Avremmo dovuto riprendere in mano il Paese e chiedere conto a chi ci ha messo in mano a Monti pilotando lo spread con il supporto esterno di stati stranieri (Germania-Francia).  Il conto va chiesto ad un Presidente della Repubblica che già sei mesi prima della caduta del governo contatttava, contro la Costituzione, un professore universitario, uomo della banca  G&S da usare come marionetta delle banche dopo averlo nominato senatore a vita. Non credo che gli USA non abbiano voluto partecipare al complotto contro un governo della Repubblica per bontà. I tedeschi volevano mettere le mani sull'Italia per lucrarci, e l'hanno fatto e lo fanno tuttora. Gli USA non volevano interferire sperando in un commissariamento dell'Italia e magari di un effetto domino o magari di un'uscita dell'Italia dall'euro. Da notare che non è cambiato nulla, e queste possibilità sono ancora sul tavolo, esattamente come nel 2011. Solo che oggi abbiamo sparato tutte le cartuccie. O meglio ce le hanno sparate addosso.

Infatti nel frattempo, i tedeschi e le banche hanno avuto tempo di lucrare oltremisura sulle nostre spalle. Più tempo restiamo nell'euro più arricchiamo banche e Germania, basta vedere le imprese cadute in mano straniera. A queste poi, vanno ad aggiungersi le imprese che fuggono dall'Italia. Per ora non posso ancora farlo, ma in effetti l'unica salvezza è non sperare in nessuna salvezza, e quindi andarsene. Una salus victis nullam sperare salutem.

L'Italia è finita,  soprattutto se la sua anima imprenditoriale non vota più o se ne va. Rimasti soltanto i passacarte, i burocrati, gli improduttivi, gli statali, i parastatali e l'esercito dei parassiti vari, il Paese imploderà. Il tempo è ritornato magicamente al '92, quando Agnelli disse: "signori la festa è finita".
L'illusione dell'euro è finita e con lui l'illusione di un'Europa Unita. La Fiat di Agnelli sopravviverà e diventerà ancora più grande, perchè ha capito per tempo che la nave, in mano ai potentati PD andava abbandonata prima dell'affondamento. Sul ponte della nave le cooperative parassitarie, i sindacalisti e i sindacalizzati e l'esercito di impiegati pubblici continuano a ballare, ma sono già morti. Sono morti perchè le imprese intelligenti hanno capito che le tasse vanno pagate all'estero, non in Italia. Niente tasse in Italia, niente stipendi ai parassiti dello stato. Semplice.

Spero di esserci quando tutto questo sarà stato spazzato via e l'Italia dovrà ripartire da zero.