sabato 24 febbraio 2024

Disgusto in accrescimento per Faccialibro e immondizia varia

 Faccialibro mi sta diventando sempre più indigesto tra censure e trollaggi vari del miliardario brufoloso e della sua idiozia artificiale. 

Anche i commenti più o meno ignoranti, e i post e ripost di meme degli anni Novanta/Duemila, visti e rivisti da un vecchio lupo del webmare come me, mi fa pensare che la gente sia talmente omologata da non riuscire più ad esprimere un pensiero proprio ed originale.

I programmi di chat ormai ospitano due tipi di persone: i maschi col testosterone a mille in cerca di qualche sfogo e le femmine in stile casalinga depressa, sempre incazzate col mondo, e pure loro in cerca di qualche sfogo. Pietà, voglio scendere.

Mi sono iscritto a X/Twitter perché Elon Musk è un pazzo, ma detesta la censura strabica e ideologica della sinistra onnipresente, e per questo mi piace.

Non so ancora se ricomincerò a scrivere su questo blog, a fare i miei monologhi, ma a qualcosa, devo pur affidare il mio pensiero, no?


La sinistra italiana, sempre avanti col fango.

 

Diciamo la verità: la scritta in sé significa poco o niente e se ne vedono da sempre, soprattutto da parte di un certo tipo di tifoseria da stadio che infetta la politica. La novità infatti non é la reazione della solita sinistra con maglioncino borghese indossato sopra la  solita camicia rossa comunista. Ovvero, nessuna, almeno all'inizio. La novità è che, per la prima volta, Mattarella si è fatto sentire per una cosa del genere, e ha fatto, una volta tanto, il Presidente della Repubblica non silente.

Un amico mi scrive mandandomi il link dell'intervento preso dall'Ansa e commentando ironicamente: "il mondo al contrario", citando il best seller Amazon scritto dal generale Vannacci che, manco a dirlo, abbiamo letto entrambi.

In effetti è vero. Non ce lo aspettavamo un intervento di un presidente che super partes non è mai stato, e siamo stati un po' sorpresi, noi che apparteniamo orgogliosamente alla destra storica, anticomunista, nazionalista e, come si dice oggi, sovranista.

Così, dopo l'intervento di Mattarella, sono arrivate le (false) manifestazioni di solidarietà a Meloni da parte delle varie forze politiche di opposizione. L'unico credibile nella vicinanza è, per quanto non abbia stima di lui, l'onnipresente Matteo Renzi.

Detto questo, l'episodio in sé è un'occasione più che ghiotta per commentare e ricordare un certo tipo di comportamento della sinistra (post-)comunista, che non rinuncia mai a presentare la parte peggiore della sua natura. 

Illiberali, antidemocratici, violenti e opportunisti. Questi quattro aggettivi bastano per definire il PD, fino al prossimo cambio di nome, e l'accozzaglia di partitelli catto-social-comunisti da zero virgola che popolano la palude sinistrorsa.

Si tratta solo di aspettare, il grosso dell'elettorato pidiota é della boomer generation o più vecchio. I giovani li seppelliranno, e finalmente, saremo liberi da questa marmaglia ignorante, ottusa e ideologicamente malata. Forse, dopo, arriverà finalmente una sinistra liberale, competitiva, alternativa e votabile.

Anche i giornalai di Re-Pubica, della Busiarda di Torino e del Corriere della Serva ormai non sono più considerati credibili dalla Generazione Y e Z. Non spendo parole per il Falso Quotidiano e simili, inesistenti nella considerazione dei più giovani. L'informazione, ormai, si fa da altre parti.

sabato 16 giugno 2018

Grazie, Matteo.

Matteo Salvini, un ministro dell'Interno che non pensavo che l'Italia della crisi poteesse anche solo sognare. E invece eccolo, a fare quello che i pidioti non hanno voluto fare per poter lucrare fino all'ultimo sulla piaga dellimmigrazione clandestina, foraggiando con i soldi pubblici le loro cooperative e le ONG a loro vicine. La festa è finita. Oggi comincia il Nuovo Risorgimento.

domenica 27 agosto 2017

Macron, il Renzi francese.

Macron, il creatore del PD francese, ovvero En Marche! ha vinto le elezioni in Francia. E fin qui ok. Ha creato un partito fantoccio di centrosinistra mondialista ed europeista per salvare la sinistra francese e nel contempo prendere i voti dei moderati francesi più disinsformati che ci sono cascati e hanno creduto che fosse un partito moderato. Doveva fermare la sovranista Marine Le Pen e ancora per stavolta (l'ultima) c'è riuscito. Ora mi chiedo: ma perchè la gente si vuole così male? Cosa pensa che vogliano questio socialcomunisti internazionalisti terzomondisti e mondialisti se non la distruzione di tutte le sovranità nazionali in nome del Dio denaro e l'abbattimento delle frontiere per importare nuovi schiavi analfabeti per le loro mire di dominio creando confiltti sociali?

Mi fermo qui. E qui di seguito ecco, da wikileaks, i nomi dei finanziatori di Macron e le cifre:

Soros : 2 365 910,16 €
David Rothschild : 976 126,87 €
Goldman-Sachs : 2 145 100 €
Obama : 10 654 €


Obama è stato un ex-sponsorizzato da Soros, David Rothschild è stato il datore di lavoro di Macron, mentre Goldman-Sachs è quella che ci ha regalato perle come Monti, Prodi e Draghi. Soros è, semplicemente, Satana. I suoi adepti sono gente come mondialisti e internazionalisti convinti. Le ONG che ci regalano negri e arabi a tonnellate sono tutte sponsorizzate da Soros.

lunedì 5 dicembre 2016

Game Over, Pinocchio

Un referendum pasticciato con proposte pasticciate. Un senato che non veniva abolito ma che prendeva i sindaci al posto dei senatori. Un potere esagerato messo in mano ad un premier non eletto. E avanti così. E, per finire, Renzi, uno dei premier meno amati nella storia della Repubblica, ci aveva pure messo la faccia. E il suo partito, il PD, era spezzato in due. Ma cosa si aspettavano? Una vittoria? Hanno votato il 70 percento degli aventi diritto. Il 60 per cento ha risposto no. Contando anche gli italiani che non sono andati al voto, per il sì sono il 28 per cento degli italiani, per il no il 42 per cento. Numeri che danno la dimensione della débâcle del PD. Unica nota stonata, gli italiani all'estero. Non hanno capito niente. Hanno votato circa il 20 percento e le cifre sono invertite: 60 percento sì, 40 percento no. Toglietegli il voto, hanno perso il contatto con l'Italia, non hanno idea di cosa accada nel paese.


lunedì 19 settembre 2016

La fine della sinistra marxista

I socialismi e le loro aberranti derivazioni comuniste non sono mai cambiati dal 1917 ad oggi. Non importa quanti nomi abbiano cambiato, non importa quante fusioni abbiano fatto,  non importa nemmeno quanti liderini (perchè i marxisti sono anti-lideristi solo fino a quando uno di loro non riesce a dominare gli altri) mascherati da centristi abbiano avuto. Sono sempre loro, vogliono sempre le stesse cose.

Terzomondisti. Danno la colpa a chi c'è stato prima di loro per il periodo coloniale, e ritengono che ogni ricchezza attuale arrivi dallo sfruttamento dei "proletari" di quei paesi. Peccato che, dopo l'abbandono da parte dell'Occidente, la gran parte delle ex-colonie siano cadute in un sottosviluppo senza precedenti, dovuto a nessun altro se non a loro stessi, visto che le risorse, nella stragrande maggioranza dei casi, ci sono ancora.

Internazionalisti. Odiano la Nazione, odiano i confini, le radici, le religioni e la storia stessa. Pensano che l'invasione di immigrati sia da favorire perchè detestano il concetto stesso di Patria. In più hanno bisogno di bassa manovalanza per avere voti e perpetuare il loro potere. Il boldrinismo è, al giorno d'oggi, il peggior sottoprodotto di questa aberrante dottrina.

Antiborghesi ma amici delle banche. Come si spiega? Semplice. Anche qui nulla è mai cambiato. Stalin era un capitalista di stato. Odiava la borghesia e la distrusse, riportando la Russia nel Medioevo. In Italia i comunisti del PD hanno stretto alleanza con le banche per acquisire potere, ma hanno eseguito una sistematica tassazione e vessazione della classe media, distruggendola. La bugia costante dell'evasione altissima in Italia è servita solo a sottrarre alla classe media la moneta, usando le banche come mezzo di coercizione. Un'evasione del 17% (quella della criminalità non viene mai considerata in questa cifra in nessun paese), è ridicola in un paese dove le tasse sono ormai al 70% (Tra INPS,IRPEF, IRAP e tasse occulte). Basti pensare che la Svizzera con il 20% di tasse ha un'evasione fiscale del 10%. praticamente, siamo dei santi.

Spreconi. Non creano mai ricchezza i marxisti, ma distribuiscono (ai loro) servizi a costi altissimi che non ci si può permettere. La disoccupazione galoppa. E la sinistra? Dorme.

I risultati non stanno tardando. Le destre vicine al popolo, le destre populiste, si stanno lentamente impadronendo del campo. Ovviamente, come è successo in Francia, il Front Nationale, il primo partito di Francia è stato bloccato da un'improbabile alleanza tra socialisti e cattolici. In Italia hanno creato il PD per lo stesso motivo.

I nodi verrnno al pettine.

domenica 28 febbraio 2016

lunedì 21 settembre 2015

BidonWagen parte III

Anni fa ho scritto parecchio a proposito dello strapotere tedesco di VW e della scarsità dei prodotti automobilistici tedeschi in generale documentata dai fatti e dalle statistiche che mostrano come nella realtà dei fatti i bidoni made in Germany siano tali di nome e di fatto. La pubblicità ingannevole e un certa ignoranza storica di molti clienti italiani unita ad uno snobismo tutto da parvenu di bassa istruzione fa sì che la favola dell'efficienza tedesca venga raccontata da anni in particolare nel Belpaese con i risultati che sappiamo: in uno dei paesi più geniali del mondo in fatto di auto (insieme a Giappone e Francia perchè le invenzioni arrivano tutte da loro o da noi), i tedeschi piazzano bene le loro bidonwagen. Per carità non siamo i soli a berci le boiate che vengono raccontate dai media sulla (inesistente) bontà delle auto made in Germany. Ma qualcosa sta cambiando. Intanto appaiono sempre più agenzie di rating dell'auto che mostrano dati alla mano quello che ho sempre sostenuto: il made in Germany automobilistico fa schifo. Costi altissimi, bassa durata, guasti frequenti e gravi. Ma molte riviste del settore sono in mano tedesca e mentono sistematicamente. Fanno prove di crash test a dir poco ridicole, tipo una Fiat 500 contro un Audi Q7, che per fortuna ottengono l'effetto contrario viste le ottime vendite della Fiat 500. Un sito veramente valido per valutare l'affidabilità delle auto è il britannico Car Reliability Index, dove tra le prime dieci non appare nessuna tedesca ma dove la fine classifica è tutta teutonica. Da mesi la Fiat Panda è attorno alla 50a posizione mentre la VW Golf è attorno alla 100a e la VW Polo è, come la Panda attorno alla 50a posizione. Giusto la VW Fox (ben poco venduta) è di poco (4 o 5 posizioni) davanti alla gloriosa Panda. Tutte le Audi sono sotto la 150a posizione (fino alla 300/1000), tanto per dire. Unica eccezione la TT che è 130a. Una débacle. La nostra Fiat 500? Attorno alla 60a posizione, poco sotto la Panda, anni luce sopra il fantastico Audi Q7, quello del crash test si cui parlavo sopra. Che soddisfazione per l'italico ingegno. Mentre scrivo la Fiat è quindicesima nei rating per marca insieme alla Peugeot. Davanti ha praticamente solo giapponesi. Uniche eccezioni le americane Chevrolet e Ford. C'è solo una tedesca davanti a noi, di una manciata di punti (7 punti) : è la Skoda. Per trovare la VW bisogna scendere di 10 posizioni sotto la Fiat, con 40 punti di differenza. VW tra l'altro è superata dalla consorella spagnola Seat. L'Audi? Altre 10 posizioni più in basso. RIP bidonwagen.

Oggi poi la notiziona: i tedeschi della VW, non essendo capaci a fare buoni motori, hanno montato sulle bidonwagen esportate in USA un dispositivo che inganna i rilevatori di fumi. Multa di qualche decina di miliardi di euro in arrivo. Scuse e genuflessioni dell'ad tedesco. Caduta in borsa del 20% del titolo VW. RIP bidonwagen. E' sempre piacevole quando una verità viene a galla. Viva il made in Italy.

mercoledì 8 luglio 2015

La verità tardiva di Giuliano Amato sull'euro.

La confessione di Amato
"Noi abbiamo fatto una moneta senza stato. Noi abbiamo avuto la faustiana pretesa di riuscire a gestire una moneta senza metterla sotto l’ombrello di un potere caratterizzato da quei mezzi e da quei modi che sono propri dello Stato e che avevano sempre fatto ritenere che fossero le ragioni della forza, e poi della credibilità che ciascuna moneta ha.

Eravamo pazzi? Qualche esperimento nella storia c’era stato di monete senza Stato, di monete comuni, di unioni monetarie, ma per la verità non erano stati molto fortunati. Perché noi, quando ci siamo dotati di una moneta unica, abbiamo pensato che potevamo riuscirci in termini di Unione, e non facendo lo Stato europeo? Avevamo già costruito un mercato economico comune fortemente integrato. Più o meno avevamo un assetto istituzionale che non era quello di uno Stato ma certo era qualcosa di molto più robusto di quello che usualmente c’è a questo mondo: la comunità europea, l’Unione Europea, col suo Parlamento, la sua Commissione, i suoi Consigli. Abbiamo anche previsto di avere una banca centrale.

Però, sapete com’è, abbiamo deciso che trasferire a livello europeo quei poteri di sovranità economica che sono legati alla moneta era troppo più di quanto ciascuno degli stati membri fosse disposto a fare. E allora ci siamo convinti, e abbiamo cercato di convincere il mondo, che sarebbe bastato coordinare le nostre politiche nazionali per avere quella zona, quella convergenza economica, quegli equilibri economici-fiscali interni all’Unione Europea che servono a dare forza reale alla moneta.

Non tutti ci hanno creduto. Molti economisti, specie americani, ci hanno detto allora: Guardate che non ci riuscirete! Non vi funzionerà! Se vi succede qualche problema che magari investe uno solo dei vostri paesi, non avrete gli strumenti centrali che per esempio noi negli Stati Uniti abbiamo, che può intervenire il governo centrale, riequilibrare con la finanza nazionale le difficoltà delle finanze locali. La vostra banca centrale, se non è la banca centrale di uno Stato, non può assolvere alla stessa funzione cui assolve la banca centrale di uno Stato, che quando lo Stato lo decide diventa il pagatore senza limiti di ultima istanza.

In realtà noi non abbiamo voluto credere a questi argomenti. Abbiamo avuto fiducia nella nostra capacità di autocoordinarci e abbiamo addirittura stabilito dei vincoli nei nostri trattati che impedissero di aiutare chi era in difficoltà. E abbiamo previsto che l’Unione Europea non assuma la responsabilità degli impegni degli Stati; che la Banca Centrale non possa comprare direttamente i titoli pubblici dei singoli Stati; che non ci possano essere facilitazioni creditizie o finanziarie per i singoli Stati. Insomma: moneta unica dell’Eurozona, ma ciascuno deve essere in grado di provvedere a se stesso.

Era davvero difficile che funzionasse, e ne abbiamo visto tutti i problemi."

martedì 7 luglio 2015

Mείνε ήρεμος

Come non citare la famosa frase renziana che promette sempre bene ? L'ha fatto Brunetta, all'indomani del voto greco sulle misure (respinte) della troika: μείνε ήρεμος, stai sereno Renzie.

mercoledì 24 giugno 2015

La mission della coop "29 giugno"

Sul sito della cooperativa 29 giugno si legge , all'inizio della loro "mission":

"Promuovere diritti di cittadinanza, vantaggi per i soci, benefici sotto forma di produzione di ricchezza ed integrazione sociale."

Quindi, lo dicevano pure, "vantaggi per i soci, benefici sotto forma di produzione di ricchezza". In fondo erano sinceri: 35 euro a "migrante".



Come non capire, quindi,  il buon amico del PD Salvatore Buzzi, il ras della coop rossa 29 giugno, quando diceva per telefono ad una sua collaboratrice:

“Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”.

Insomma PD-'ndrangheta, 1 -0.

martedì 23 giugno 2015

Il Partito dei Delinquenti colpisce ancora.

La lista si rinnova ogni giorno: le tessere PD in regalo all'EXPO comprando il biglietto ("regalo" si fa per dire perchè paghiamo noi), gli affari mafiosi del PD con il burattinaio Buzzi, con le solite coop che facevano affari d'oro con gli immigrati (35 euro al giorno a cranio per sfamari e farli dormire): ecco perchè i sinistri sono fan dell'immigrazione: ci fanno i soldi. Potrei farlo persino io: ho una stanza libera, compro 3 letti a castello e ci metto dentro 6 negri a dormire. Chiamo una ragazza rumena per fare pulizie e da mangiare e le dò 40 euro al giorno (esagerando). Ai sei tizi lascio in tasca 2 euro e mezzo a testa. Per farli mangiare e bere spendo 30 euro al giorno al discount (sempre esagerando). 85 euro di spesa contando la rumena. Mi restano in tasca 125 euro. Al giorno. capito i sinistri?

Poi si arriva ai disastri internazionali del governo PD, che ha messo una Federica Mogherini a rappresentare (o meglio a NON rappresentare) i nostri affari all'estero. Praticamente nessuno si è accorto di lei. Fosse stata di FI o della Lega avrebbero detto che era in quel posto per meriti di letto (in realtà i comunisti sono più sboccati ma noi siamo superiori), In realtà TUTTE le sinistroidi storiche hanno raggiunto posizioni di potere per meriti di letto, da Nilde Iotti in poi. A parte Rosy Bindi ovviamente, la più bella che intelligente.

Capitolo a parte per l'impresentabile Boldrini,non perchè non sia del PD, ma perchè è stata messa lì da uno come Vendola, il che la dice lunga. Per celebrare il personaggio basterebbe ricordarsi le spese alberghiere personali pagate dallo stato, o la delirante battaglia del femminicidio, che discrimina gli assassinati tra A (le donne) e B (gli uomini), quando in italia vengono assassinati 6 uomini per ogni donna e l'Italia è tra i paesi con la percentuale più bassa di omicidi di donne. O ancora la devastante ignoranza sul problema immigrazione, ignorata anche dal resto del governo Renzi, coi risultati che si vedono. L'operazione Mare Nostrum e la sua pubblicizzazione è stato uno dei più grandi atti criminali di questo governo, perchè ha aumentato a dismisura il flusso di immigrati in mare e le relative morti in mare.

Poi, scorrendo tra le centinaia di insuccessi dello sgoverno Renzi (aumento della spesa pubblica, aumento della pressione fiscale, aumento della disoccupazione, INPS in rosso) c'è oggi una nuova perla: Adriano Sofri, terrorista di lotta Continua e mandante dell'omicidio del commissario Calabresi scelto dal ministro della giustizia (il pidista Andrea Orlando) come esperto per riformare il sistema penitenziario.

La prossima volta bandi per i vigili del fuoco aperti ai soli piromani?

lunedì 30 marzo 2015

Rossi di vergogna

E dopo le Coop rosse che pagavano in nero (sembra una barzelletta), gli accordi di Bassolino con la camorra, i disatsri di Vendola tra sanità e Ilva, le infiltrazioni di ndrangheta nel PD in Lombardia, lo scandalo delle false tessere PD, e un migliaio di altre cose che non ricordo, adesso viene tirato in ballo anche il burattinaio D'Alema, fornitore ufficiale di vini (suoi) e libri (suoi)  alle cooperative rosse di Ischia, il cui sindaco PD tra l'altro è stato arrestato per tangenti.

Mancava solo la ciliegina sulla torta, cioè che che Landini dicesse la verità, ovvero che Berlusconi al governo aveva fatto meglio di Renzi (sai che scoperta). E questo, puntualmente, si è verificato.

Nel partito dei delinquenti è iniziato il regolamento di conti tra delinquenti...

martedì 17 marzo 2015

Giustizialisti al pomodoro

Sette anni volevano dargli. Ma Berlusconi era innocente. nel frattempo gli hanno fatto cadere il governo, hanno dimezzato Forza Italia e quel che è peggio, hanno distrutto l'Italia. Niente, non c'è stata la famosa prostituzione minorile (anche perchè mi sarebbe piaciuto vedere chi avrebbe potuto dare a Ruby meno di 25 anni, altro che 17), nè la concussione (d'altronde se non c'era nessun concusso, non c'era concussione). Aria fritta, come quasi tutte le alttre volte. Risicano i sinistrati e risicano i soliti invidiosi che vedono dappertutto potenti da abbattere (se non sono di sinistra).

Ora il punto è: come pagneranno i magistrati che hanno montato una causa sul nulla? Urge una legge che faccia passare ai magistrati la voglia di inquisire la gente solo sulla base delle loro simpatie politiche. E urge anche un'altra legge che sciolga quell'aborto che risponde al nome di Magistratura Democratica. Nel frattempo, che si mandino in pensione la perniciosa Boccassini e il suo degno compare Bruti Liberati. Consumano soldi, i miei soldi, ed è ora che la smettano. Consumano anche il mio ossigeno, ma per quello c'è sempre la speranza di un rapido intervento divino.

venerdì 5 dicembre 2014

Benaltrismi

"Il Comune di Roma è assolutamente al di fuori di queste tematiche, soltanto alcuni sono coinvolti. Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro".  Piero Grasso, Presidente del Senato, senatore PD.

Come dire: due pese e due misure, soprattutto nel partito da quasi vent'anni riferimento per le mafie.


sabato 19 luglio 2014

Essere Berlusconi non è reato.

L'assoluzione completa in appello di Berlusconi dalle due accuse del cosiddetto processo "Ruby" non cambia di una virgola il mio pessimismo nei confronti della magistratura italiana. Non tanto perchè si passi da una condanna a sette anni ad una assoluzione piena come se si trattasse di nocciole, ma per dichiarazioni come quella che segue, del magistrato Piero Tony. Questo paese è malato. 

"Ha subito tutti quei processi solo perché è sceso in campo"

Il processo. Le intercettazioni. I giornali. Il circo mediatico. Si comincia da qui, e Piero Tony, il protagonista di questa storia, lo dice tutto di un fiato: «(...)«Il processo non è più un semplice processo ma è una gogna, a volte una vergogna, e chi ha coscienza del suo lavoro sa come funziona, sa i giochi che si fanno con gli imputati e sa come si usano le intercettazioni, le carte, gli spifferi, le indagini, gli arresti. Beh, io dico no. E lo dico da sinistra. Lo dico da militante di una corrente di sinistra. Lo dico dopo aver girato mezza Italia. E lo dico dopo trent'anni di carriera. La giustizia, purtroppo, in Italia non sempre funziona come dovrebbe funzionare. Sarebbe bello, sarebbe un sogno, dire che è solo un problema di riforme, di scelte del governo, di leggi fatte e di leggi non fatte. C'è anche quello, sì, ma il problema è nostro, prima di tutto, e fino a quando non cambieremo noi non sarà possibile cambiare nulla».
 

(...) «La verità è questa: è dagli anni Settanta che i magistrati vivono con il cautelare, lo usano in modo discrezionale, con molti eccessi, e lo usano come se fosse un modo per determinare la certezza della pena. Il ragionamento è logico: non so come andrà a finire questo processo ma per far sì che il mio indagato possa avere una punizione intanto lo metto dentro. Non è sempre così, ovvio, ma la storia ci insegna che questo metodo è andato a peggiorare nel corso del tempo con l'affermazione di quello che potrei definire senza problemi il processo mediatico. E oggi, quando si parla di processo passato in giudicato, si intende sostanzialmente questo: una misura cautelare amplificata dal processo portato avanti dalla stampa. Il giudicato, anche grazie al fatto che ci sono spesso magistrati che portano avanti processi che sanno già in partenza che cadranno in prescrizione, coincide ormai con la pena generata dalla gogna mediatica. Ed essendo diventato il processo mediatico una costola del processo tradizionale è ovvio che esistano molti magistrati che giocano spesso con gli amici giornalisti per amplificare gli effetti generati dal processo».
 

(...) «Troppo spesso si va avanti a forza di gomitate, di forzature, e spesso succede che un magistrato si innamori così tanto del suo teorema da non voler accorgersi di tutti gli elementi che quel teorema lo contraddicono. E da questo punto di vista le intercettazioni, il modo in cui sono state utilizzate in questi anni, il modo in cui sono diventate un ingrediente importante del processo mediatico, hanno svolto un ruolo chiave nel rafforzare i teoremi dei magistrati, facendogli perdere qualche volta contatto con la realtà».
 

(...) «L'eccessiva disinvoltura con cui vengono inserite le intercettazioni nei fascicoli è spesso l'indice di una difficoltà con cui gli inquirenti gestiscono un'indagine. (...) È il metodo copia-incolla. Tu ricevi dodicimila pagine di intercettazioni, le inserisci nella richiesta di custodia cautelare, poi te le ritrovi nell'ordinanza del gip e anche se alcune intercettazioni non hanno alcun rilievo penale hai la certezza che grazie al metodo copia-incolla rimarrà tutto lì. A ingrossare il fascicolo e a regalare qualche ottimo bignè ai giornalisti».
 

(...) «Penso anche a strumenti e a tipologie di reati discutibili come per esempio il concorso esterno (tipologia di reato che non esiste nella legge, che è di fatto una creazione giurisprudenziale, che è stata più volte contestata dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione, e che da trent'anni avrebbe bisogno quantomeno di un intervento legislativo». (...) «L'obbligatorietà dell'azione penale è diventata una favola. E purtroppo, quando un magistrato è politicizzato, può utilizzare questo strumento anche in maniera anomala. Discutibile, diciamo». (...) «È una tautologia dire che la magistratura sia politicizzata. Non si tratta di un'opinione ma si tratta di un dato di fatto. Esistono le correnti. Esistono i magistrati che professano in tutti i modi il loro credo politico. Esistono grandi istituzioni, come il Csm, dove si fa carriera soprattutto per meriti politici. (...) Viene quasi da sorridere. Per quale ragione un magistrato non può essere iscritto a un partito e può invece far parte di un prodotto del pantografo, ovvero di una corrente, che di fatto è configurata come un partito? Perché ci prendiamo in giro così?» (...) «Posso dire senza paura di essere smentito che se Berlusconi non fosse entrato in politica non avrebbe ricevuto tutte le attenzioni giudiziarie che ha ricevuto. E anche sul processo Ruby, che in linea teorica dovrebbe essere un ordinario processo di concussione e prostituzione minorile, è evidente che l'ex presidente del Consiglio ha avuto un trattamento speciale». 

(...) «Il caso vuole che a Prato, proprio a Prato, uno dei vice di Piero Tony sia Antonio Sangermano, pubblico ministero che ha fatto a lungo parte del pool di magistrati che hanno seguito da Milano il caso Ruby. E proprio su Sangermano, a Prato, i cronisti di cronaca giudiziaria raccontano un episodio clamoroso. L'episodio riguarda una richiesta particolare arrivata dal Csm e dalla procura di Milano (da Bruti Liberati) per far sì che il dottor Sangermano, nonostante la sua nuova collocazione a Prato, potesse essere ancora utilizzato dalla procura di Milano per seguire il caso Ruby. In giuridichese: «Applicazione extradistrettuale alla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano».
Era il dicembre 2011. Il procuratore capo di Prato conferma che quella storia è vera e che quel giorno rispose così: «Gentile procuratore generale. Mi consenta di rilevare che l'impegno del dottor Sangermano nel ?delicato processo a Milano? non appare nemmeno paragonabile all'impegno quotidiano dei magistrati di questo ufficio anche a voler considerare tutto quanto si è appreso dai mass-media e si è commentato nelle sedi le più varie. Al di là del possibile riverbero politico ? che non compete alla magistratura ? e giudiziario sulla persona dell'ex presidente del Consiglio dei ministri pare trattarsi, invero, di mere violazioni alla Legge Merlin da parte di sole tre persone, violazioni in quanto tali di non eccezionale gravità e peso in relazione sia alle pene edittali sia alle aspettative delle parti lese sia alle esigenze dell'istruttoria dibattimentale così come prevedibile».

mercoledì 11 giugno 2014

Frasi








Matteo Renzi, PD, Presidente del Consiglio: "Non sarò mai Presidente del Consiglio senza essere eletto dai cittadini".

mercoledì 4 giugno 2014

Frasi






Giuseppina Picierno, parlamentare PD: "Con 80 euro si fa la spesa per due settimane".